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Il coaching e la teoria del caos

Generalmente quando pensiamo al caos lo associamo a un disordine incontrollato e casuale, ovvero associato al caso, ma non è esattamente così. Non possiamo parlare di caos senza citare la celebre frase di Edward Norton Lorenz, il matematico e meteorologo statunitense conosciuto per essere stato uno dei pionieri e sviluppatori della moderna teoria del caos e che ha parlato di effetto farfalla: “il batter d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas” (E. Lorenz 1972).

Un semplice movimento di molecole d’aria generato dal battito d’ali dell’insetto può causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano, magari a migliaia di chilometri di distanza. Un piccolo cambiamento nella condizione iniziale di un sistema provoca una catena di eventi che generano fenomeni di scala sempre più vasta per cui una singola azione può determinare imprevedibilmente il futuro.

Il mondo non segue un modello prevedibile e preciso al millimetro, lo si voglia o no, nella nostra vita alberga anche il caos, questo piccolo spazio, che rende quasi impossibile prevedere l’effetto certo di determinati eventi.

Il concetto può essere applicabile anche fuori dalla fisica, dalla meteorologia e dalla matematica? Cosa c’entra la teoria del caos con il mondo del Coaching?

Possiamo rifarci a James Yorke, un altro scienziato e matematico che si è addentrato nella teoria del caos, e che ha espresso in maniera chiara e semplice un concetto applicabile alla vita in ogni suo aspetto: occorre essere preparati a cambiare i piani in qualsiasi momento.

Il Coaching pone centralità al cambiamento e alla propensione al cambiamento. Nel suo approccio ritroviamo i concetti di: flessibilità, proattività, capacità di gestire al meglio tutte le incertezze che la vita ci pone davanti mantenendo il focus nel qui e ora.

Durante il suo percorso di vita, ogni essere umano tende a cercare un equilibrio emotivo. Tale equilibrio si esprime con il desiderio di stabilità. La stabilità ci fa credere di avere il controllo e ragioniamo come se quello che abbiamo oggi ci sarà anche domani. Ci comportiamo come se il cambiamento non esistesse. Nel nostro quotidiano abbiamo tutti bisogno di evitare il caos. Solo così ci sentiamo al sicuro, solo così riusciamo a edificare una vita dove il prevedibile ci permette di uscire di casa senza paura per poter guardare al futuro con fiducia.

Nessuno ci ha insegnato a gestire e accettare l’imprevedibilità delle cose e della vita. Siamo poco propensi al cambiamento e ne siamo spaventati poiché non possiamo del tutto prevederne l’andamento e gli sviluppi. La teoria del caos ci insegna che la vita e il suo scorrere non corrispondono all’avanzare ritmico e prefetto di un ingranaggio, come un orologio, e che l’imprevedibile e l’incontrollabile si trovano sempre dentro e attorno a noi.

Il Coaching in questo può esserci d’aiuto in quanto può fornirci gli strumenti per aumentare la nostra tolleranza verso l’incertezza, può farci accettare il cambiamento, anzi può farlo diventare addirittura stimolante e parte integrante del nostro modo di essere e del nostro stile di vita.

Un processo di coaching sviluppa e rende la mente più flessibile, fornisce un’approccio che non è limitato ad una semplice reazione agli eventi ma ci porta verso un’atteggiamento di proattività verso gli stessi. Ci consente di accettare gli eventi con un altro approccio mentale suggerendoci che molte volte è proprio nel caos e nella sua imprevedibilità che possono sorgere nuove opportunità. Alla fine dei conti, essere pronti agli imprevisti significa muoversi positivamente sugli alti e bassi della vita.

Nella vita sperimentiamo tante volte la necessità di incertezza generata da un caos interno ed esterno; è proprio allora che subentra il desiderio di mettere ordine

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